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“Il prestalibro”, i simboli di un prestito

Per anni ho prestato molta attenzione alle breadcrumbs (1) (letteralmente “briciole di pane“) per fornire agli utenti un modo di tener traccia della loro posizione nella navigazione, non solo in un sito web, ma anche in un ipertesto.

Le breadcrumbs sono anche, ma non solo, dei segnalibri e proprio i segnalibri sono l’argomento di questa pagina. Però questa volta ho voluto mettermi alla prova nel mondo reale della carta, della stampa tipografica, del cmyk e dei “dot-per-inch”, abbandonando, solo per breve tempo, il mondo virtuale del web.

L’idea, certo non nuova, è quella di creare un libretto con “simboli” che spezzati formano dei segnalibri  per manifestare il patto sancito durante un prestito. “Simbolo”, in greco, deriva dal verbo “unire”, “mettere insieme”. Il termine simbolo (Σuµβολον) assumeva pertanto il significato di una alleanza, infatti qualsiasi oggetto diviso in due, del quale due persone conservavano una parte, poteva un giorno essere ricomposto e il perfetto combaciare delle parti provava l’esistenza di un accordo precedente: in questo caso, il patto relativo a un prestito, non solo di libri, ma di qualunque cosa.
Lo slogan da associare al libretto potrebbe il seguente: “ti presto qualcosa e spezzo un simbolo, che puoi usare come segnalibro”.

Qualche click con la fedele macchina fotografica, la passione di sempre,  per creare le  immagini che colorano i simboli-segnalibro … e “il  prestalibro” è fatto.

il prestalibro 3   copertina 3 prestalibro

il prestalibro 2 il prestalibro 2

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(1) Il termine è tratto dalla popolare fiaba in cui Hansel lasciava una scia di briciole di pane lungo il suo cammino per poterlo ripercorrere all'indietro. La traduzione letterale è ovviamente corretta, ma non sono molto d’accordo su questa associazione, preferirei piuttosto parlare di « filo di Arianna ». Il filo infatti, contrariamente a quanto generalmente si pensa, aveva principalmente lo scopo di consentire l’esplorazione dei vari corridoi alla ricerca del Minotauro prima del suo risveglio, evitando di ripercorrere, inutilmente e perdendo tempo, corridoi già esplorati. Il filo diventa quindi un potente strumento di esplorazione, non solo un banale meccanismo per ritrovare la strada del ritorno.